Paolo Crepet: “Al colloquio con la madre”, lo psichiatra dice chiaramente cosa ne pensa

C’è una ragione ben precisa alla base dei tanti episodi di violenza tra i giovani, l’atteggiamento dei genitori non giova affatto.

Sono ormai diversi anni che lo psichiatra Paolo Crepet affronta in televisione, nei suoi libri e sui giornali, il tema della violenza tra i giovani, che di recente sta dilagando a ritmi impressionanti un po’ in tutto il mondo. Per il 72enne le cause vanno rintracciate in un’educazione fin troppo morbida, con genitori soggiogati dalla volontà dei figli. A più riprese l’esperto ha sottolineato le colpe di padri e madri, riconoscendone gli errori grossolani.

Paolo Crepet preoccupato per i giovani
Lo psichiatra Paolo Crepet affronta il tema della genitorialità- (Fonte foto IG @paolocrepetofficial)- (Parafarmaciastore.it)

E non solo, perché a questo fattore si aggiunge quello ancor più influente dei social network: “È terrificante, oggi tutto si è travisato”, ha spiegato in un’intervista. A compromettere le nuove generazioni sarebbe stato sia il web sia una dose esagerata di buonismo: Ne ho viste talmente tante ormai, ho seguito bambini fino all’età adulti”, spiega tirando in ballo alcuni episodi eclatanti.

“Genitori? Disastro totale, al primo colloquio…”, Paolo Crepet lancia l’allarme

“Non sono più figli ma piccoli Buddha ai quali siamo devoti, perennemente devoti. Possono fare tutto, anzi devono fare tutto”, con queste parole lo psichiatra Paolo Crepet, ospite a Tagadà, aveva analizzato il nuovo rapporto che si è venuto a creare in tempi recenti tra genitori e figli. La conduttrice Tiziana Panella lo aveva incalzato sulla questione, ricollegandola ai tanti episodi di violenza che si sono registrati ad esempio nelle scuole.

Crepet lancia l'allarme
Tra i tanti episodi eclatanti di cui è venuto a conoscenza, uno in particolare ha colpito Paolo Crepet – (Fonte foto @Rai) (Parafarmaciastore.it)

L’esperto senza troppi giri di parole spiegava come la colpa sia soprattutto dei padri e delle madri di questi ragazzi: “Cosa fanno i genitori di oggi? Sono un disastro totale. Vanno addirittura al primo colloquio dei figli. Ho sentito di madri che portano i figli ventiseienni al primissimo incontro professionale. Capite in quale mondo siamo approdati… E poi non mandano i figli in Erasmus perché fa troppo freddo!”.

Insomma, lo scenario pare ormai abbastanza compromesso. L’unico ‘antidoto’ all’avvelenamento collettivo da buonismo pare sia imparare a saper dire di no: “Diciamo sempre di sì e cosa abbiamo ottenuto? I ragazzi sono esposti, è un AIDS psicologico. Saranno adulti presto e quando qualcun altro gli dirà di no, e ci sarà ve lo assicuro, sarà una tragedia”.

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